Etica e Sviluppo Umano
Se l’educazione è lo strumento, qual è il fine? Questa categoria esplora la dimensione teleologica del nostro progetto: il fiorire umano. Superando la logica dei soli diritti formali, qui ci concentriamo sulle “libertà sostanziali” e sulle “capacità” (Sen, Nussbaum) che permettono a un individuo di vivere una vita piena e degna. Si tratta di un’indagine sull’etica dello sviluppo, sulla giustizia sociale e sulle condizioni materiali e culturali necessarie a trasformare la promessa della dignità in una realtà vissuta.
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Conoscere è fare: introduzione all’enattivismo, oltre il mito della mente-computer
L’enattivismo non è un programma alternativo nella filosofia della mente fra molti altri, è un dispositivo categoriale che disattiva il presupposto antropologico su cui si reggono insieme la tecnocrazia amministrativa e la passività politica democratica. Tre tempi del pezzo: la crepa cognitivista del hard problem chalmersiano (1995) e la risposta neurofenomenologica varelliana (1996); la genealogia… Continue reading
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Il Premio Pulitzer contestato: Walter Duranty, Gareth Jones e il tradimento degli intellettuali
Il Premio Pulitzer a Walter Duranty del New York Times come archetipo del tradimento degli intellettuali: la negazione deliberata dell’Holodomor dalle pagine del giornale più autorevole del mondo. Il confronto con il reporter Gareth Jones, che denunciò la carestia artificiale pagando con la vita. Documenti declassificati del Foreign Office britannico che provano la complicità occidentale.… Continue reading
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L’architetto della gabbia d’acciaio: decostruzione di “The Straussian Moment” di Peter Thiel
«The Straussian Moment» di Peter Thiel costruisce, contemporaneamente alla fondazione di Palantir, l’architettura concettuale che giustifica la sorveglianza opaca attraverso la triade Schmitt-Strauss-Girard. La traiettoria 2007-2026 culmina nell’espunzione del contrappeso girardiano: ciò che resta è una gabbia d’acciaio algoritmica priva di riserva escatologica. Decostruzione genealogica della contraddizione performativa tra metodo della società aperta e dispositivo… Continue reading
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Il Partito Nuovo: corpo kautskiano, testa leninista. Togliatti dopo la svolta di Salerno (Pellicani)
Nel cap. 2 di Cattivi maestri della sinistra (Rubbettino 2017), Pellicani descrive la rifondazione togliattiana del PCI dopo la svolta di Salerno come operazione strategica più che organizzativa. Il «Partito Nuovo» del 1944 non rinnega il «Partito di tipo nuovo» del 1921: lo riadatta in un ibrido bicipite, corpo kautskiano (partito di massa profondamente radicato… Continue reading
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