Aprile 2025
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L’anomalia europea: come la libertà è nata dalla frantumazione della Megamacchina (Pellicani, cap. 3)
Terzo articolo della serie su Pellicani. L’anomalia europea come eccezione storica al dispotismo megamacchinico: dal collasso dell’Impero romano d’Occidente alla Lotta delle investiture, dai comuni cittadini autocefali all’emergere della catallassi. Come l’Europa ha istituzionalizzato la distinzione hayekiana fra gubernaculum e iurisdictio, e perché Pellicani, con Adam Smith, legge il capitalismo come epifenomeno del rule of… Continue reading
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La Megamacchina: coercizione, surplus e dominio nelle prime civiltà (Pellicani, cap. 2)
Secondo articolo della serie su Pellicani. La Megamacchina di Lewis Mumford come organismo socio-tecnico che fonde macchina di guerra e macchina di lavoro in un unico apparato coercitivo. Come le prime civiltà autocefale della Mesopotamia, dell’Egitto e della Cina hanno trasformato la nascita dello Stato in una «catastrofe morale», istituzionalizzando la schiavitù, la corvée e… Continue reading
Classici della sociologia e del pensiero politico, Genealogia del Presente, Politica, Potere e Comunicazione, Storia e Mentalità, Teoria politica e sociologia storicaanomalia europea, aristocrazia feudale, catallassi, civiltà dispotiche, civiltà idrauliche, controllo burocratico, dispotismo orientale, genealogia del potere, individualismo liberale, Lewis Mumford, Luciano Pellicani, macchina da guerra, macchina da lavoro, megamacchina, oppressione tecnologica, regimi di sorveglianza, società autocefale, sociologia storica, storia dello Stato -
Le piattaforme che amplificano: la disinformazione come taxis algoritmico e l’anomalia europea
La disinformazione non è un deficit cognitivo del cittadino europeo: è l’esito strutturale di un taxis algoritmico che erode la catallassi informativa dell’anomalia europea. La risposta giuridica UE è argine fallibilistico, non soluzione. Continue reading
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Autopoiesi, enattivismo, pedagogia generativa: oltre la metafora della scuola-organismo
L’autopoiesi non è metafora vitalistica della scuola: è la condizione formale dell’autonomia organizzativa di un sistema cognitivo. Tra la critica di Maturana a Luhmann, il guadagno enattivista di Varela, Thompson e Rosch, e il complemento tomaselliano dell’intenzionalità condivisa, emerge una pedagogia post-costruttivista che riconosce l’apprendente come sistema autopoietico, la scuola come ecologia di accoppiamento progettato,… Continue reading
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