Dalla Striscia di Gaza al Sahel: crisi alimentari, povertà globale e il paradosso del progresso

Nel cuore della Striscia di Gaza, nella polvere del Sahel, sui fiumi interrotti del Sudan e sotto i cieli offuscati dello Yemen, la fame uccide ancora un bambino ogni pochi minuti. Eppure viviamo nell’epoca che ha quasi cancellato la povertà estrema: meno dell’8 % dell’umanità sopravvive con meno di 2,15 $ al giorno, la scienza allunga la vita, i vaccini arrivano ovunque. La contraddizione non è solo statistica: è politica. Finché la ferita israelo‑palestinese resterà aperta – baricentro emotivo e strategico di tutto il Medio Oriente – nessun progetto di liberal‑democrazia potrà mettere radici solide nella regione. Risolvere quel conflitto significa riaprire le porte al progresso, spezzare la logica dell’assedio permanente e restituire senso ai numeri del progresso globale: 38 milioni di bambini sotto i cinque anni, oggi, attendono che la storia torni a muoversi dalla loro parte.

Il lato luminoso del progresso

  • Tra il 1990 e il 2024 la percentuale globale di povertà estrema è passata dal 37 % a meno dell’8 %.
  • L’aspettativa di vita media è salita di oltre dieci anni dal 2000, grazie a vaccini, antibiotici e reti sanitarie più capillari.
  • Steven Pinker, in Enlightenment Now, evidenzia come indicatori di salute, istruzione e benessere mostrino trend positivi di lungo periodo.

Messaggio chiave: il progresso esiste e va difeso, ma non è irreversibile né automatico.

Gli hotspot della fame: conflitto, clima, governance

Paese/RegioneBambini malnutriti Fattori di rischio principali
Gaza930 000 a rischio IPC 5Conflitto, blocco degli aiuti, distruzione infrastrutture
Mali1,2 mlnInsicurezza, cambiamento climatico, crollo agricolo
Sudan3,5 mlnGuerra civile, sfollati, collasso economico
Yemen2,4 mlnGuerra per procura, svalutazione, ostacoli alle importazioni

La carestia non è mai solo mancanza di cibo: è la resa della politica davanti alla vita umana.

Il nodo israelo‑palestinese

  • Riconoscere lo Stato di Palestina come soggetto di diritto internazionale permette di vincolare l’assistenza a impegni concreti di governance e diritti umani.
  • Sanzioni mirate contro oligarchie palestinesi e contro chi, in Israele, ostacola l’accesso umanitario.
  • Corridoi umanitari protetti sotto mandato ONU e monitoraggio UE/UA per garantire ingresso di cibo e farmaci.

Meriti e limiti dell’Occidente

L’Occidente ha fornito circa ⅔ dei finanziamenti globali per vaccini, programmi nutrizionali e ricerca agricola negli ultimi venticinque anni, confermando – come sottolinea Steven Pinker in Enlightenment Now – che «le istituzioni liberali, i mercati aperti e la scienza condivisa restano i più potenti motori di salute e prosperità». Grazie a questi flussi la mortalità infantile mondiale è crollata da 63 a 37 decessi ogni 1 000 nascite dal 1990 al 2023, e la diffusione della vitamina A e degli alimenti terapeutici pronti all’uso (RUTF) ha salvato oltre 15 milioni di bambini.

Ma il progresso non è automatico. La dipendenza da catene di fornitura lunghe, l’uso politico degli export‑ban sui cereali (65 misure restrittive solo nel 2022) e i sussidi distorsivi dei Paesi ricchi evidenziano quelle che Pinker definisce le «forze entropiche» capaci di erodere ogni conquista: guerre, nazionalismi, disinformazione. Preservare – e ampliare – i risultati raggiunti richiede politiche commerciali resilienti, investimenti in stoccaggio locale e un multilateralismo rinnovato che traduca il potenziale scientifico in diritti reali.

Non arrendersi al declinismo

Le campane funebri che annunciano la «morte dell’Occidente» rintoccano soprattutto nei palazzi delle autocrazie, dove la narrazione di un modello liberale in rovina legittima politiche liberticide e mire imperiali. A questa orchestra si uniscono, in casa nostra, i disfattisti cronici – ostili fin dalle origini ai “diritti borghesi” – che oggi trovano un megafono nei circuiti neo‑reazionari e complottisti.

  • Difendere diritti civili, libertà di stampa e pluralismo economico è anche prevenzione della fame: Amartya Sen dimostra che le carestie non esplodono nelle democrazie con stampa libera, perché le informazioni circolano e il governo è costretto ad agire.
  • Ricordare – con Steven Pinker – che la cultura illuminista ha prodotto il più rapido aumento di alfabetizzazione, longevità e reddito nella storia non significa ignorare errori e ingiustizie; significa custodire le condizioni di possibilità per estendere quei diritti oltre l’Atlantico e il Mediterraneo.
  • Alimentare il mito del tramonto occidentale è una profezia che rischia di auto‑adempiersi: genera cinismo, giustifica l’isolazionismo e offre ai regimi illiberali il pretesto per presentarsi come alternative “efficienti”.

Sostenere il progetto liberale, dunque, non è una celebrazione retorica ma un atto di responsabilità globale: senza democrazie forti, il fronte contro carestie, guerre e cambiamento climatico si sgretola.

Cosa fare subito

  1. Finanziare il World Food Programme: 5 mld $ aggiuntivi mirati a Gaza, Sahel, Corno d’Africa.
  2. Piano Marshall Verde per agricoltura rigenerativa e micro‑irrigazione nei paesi Saheliani.
  3. Condizionalità Food‑for‑Peace: assistenza umanitaria in cambio di cessate‑il‑fuoco verificabili.
  4. Investire in ricerca (semi resilienti al clima, vaccini a somministrazione facile).
  5. Regolamentare i flussi di capitale illeciti che finanziano gruppi armati e corrotti.

Il divario fra i successi globali del progresso e le tragedie locali di Gaza, Mali, Sudan e Yemen non è una sentenza di condanna, ma un test di volontà politica. Difendere il progresso significa agire ora, con coraggio diplomatico, visione economica e un rinnovato impegno per la dignità di ogni essere umano.

La nostra epoca è più ricca di possibilità che di destini compiuti. Sta a noi scegliere a quale narrazione appartenere.


Bibliografia essenziale

  1. FAO, IFAD, UNICEF, WFP, WHO (2024). The State of Food Security and Nutrition in the World 2024.
  2. Global Network against Food Crises & FSIN (2024). Global Report on Food Crises 2024.
  3. IPC Global Partners (2024). IPC Acute Food Insecurity Analysis – Gaza Strip.
  4. UNICEF (2024). Child Alert: Gaza – Child Malnutrition Snapshot.
  5. World Bank (2024). World Development Indicators – PovcalNet extreme‑poverty series.
  6. Steven Pinker (2018). Enlightenment Now: The Case for Reason, Science, Humanism, and Progress. Viking.
  7. Steven Pinker (2011). The Better Angels of Our Nature: Why Violence Has Declined. Viking.
  8. Amartya Sen (1999). Development as Freedom. Alfred A. Knopf.
  9. Angus Deaton (2013). The Great Escape: Health, Wealth, and the Origins of Inequality. Princeton UP.
  10. Jason Hickel (2017). The Divide: A Brief Guide to Global Inequality and its Solutions. Random House.
  11. Hans Rosling, Ola Rosling, Anna Rosling Rönnlund (2018). Factfulness. Flatiron Books.
  12. World Food Programme (2024). HungerMapLIVE database.



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